Sabato 10 luglio

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Lunedì 5 luglio

Aldo Lado – un regista scrittore sul lago Maggiore: una giornata tipo di Aldo Lado, regista di culto del giallo italiano anni ’70, e del paese di Angera d’inverno: da ben prima dell’alba, quando Aldo, oggi scittore, comincia a lavorare ai suoi libri, alla sera, quando lentamente il paese si spegne e Aldo va a dormire.

Sentire il mio passo sul sentiero:la vita quotidiana e le testimonianze di persone che hanno scelto di ritornare alla montagna; un micro-fenomeno inverso rispetto allo spopolamento delle aree montane e rurali. Incontri con scelte esistenziali, dettate da fattori diversi, ma unite da un unico fine: trovare una risposta partendo dalla natura.

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Oggi, sabato 19 giugno

Oggi ale 15.30 ritrovo a Saronno in Piazza dei Mercanti (via Monte Generoso) per un volantinaggio davanti alla Lidl di Gerenzano (statale varesina) alle ore 16.

Come avrete sentito un sindacalista è stato ucciso durante uno sciopero dei lavoratori ultra sfruttati della logistica: un camionista ha sfondato il blocco travolgendo i presenti e ammazzandolo.

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Sabato 26 giugno

Siamo veramente lieti di annunciare il nostro primo evento pubblico dall’inizio della pandemia, abbiamo deciso di lasciare la serata agli amici Faya Freedom che da sempre seguono e sostengono le attività del Circolo Culturale Anpi Ispra, ora e sempre Resistenza!
A sabato.

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25 aprile 2021



Buongiorno a tutti e buon 25 aprile.

E’ il secondo anno consecutivo che ci ritroviamo a dover celebrare il 25 aprile in un mondo profondamente cambiato, soggetti a restrizioni fino a poco tempo fa impensabili.  
Questo 76° anniversario della liberazione dal nazifascismo ci trova in un’epoca segnata da profonde incertezze.

Anche la reazione degli stati alla pandemia è stata la più svariata, se il presidente Bolsonaro, chiarendo che è solo l’economia che conta e che deve andare avanti, si è spinto fino a dire che il virus non esiste, altri hanno ritenuto legittima una compressione delle libertà personali tale da prevedere la fucilazione di chi sorpreso in giro in violazione del lockdown. 

L’estrema destra è stata paradossalmente la prima a manifestare contro le restrizioni imposte nell’ultimo anno; sappiamo bene che non è il valore delle libertà individuali a muoverli; è a difesa degli interessi della classe dominate, della produzione e delle economie forti, che le azioni di questi soggetti hanno sempre risposto
Bisogna però fare molta attenzione a non bollare come reazionario o complottista chiunque presenti un pensiero critico sulla gestione della pandemia, bisogna fare attenzione e impedire a quella gente di cavalcare facilmente, come in passato, un periodo di difficoltà, per conquistare consenso popolare. 


La cosa che ci spaventa è il sentir discutere solo di come e quando tutto, a livello di produzione e consumo, tornerà come prima.
Se si continuerà a non prendere atto dell’urgenza di un cambio di rotta globale, di scardinare, per dirla come Serge Latouche, la religione del profitto, lo sfruttamento delle risorse naturali e degli uomini più ricchi a danno dei più poveri continuerà a crescere, come ha fatto in tutti questi anni, andando giorno dopo giorno ad erodere le garanzie sociali, frutto di decenni di lotte sanguinose.

Nel 2001 al G8 di Genova eravamo in molti a sostenere che globalizzazione e libero mercato avrebbero condotto a disastri umanitari ed avrebbero accentuato le disparità sociali e lo sfruttamento, fummo picchiati e diffamati dalla grancassa mediatica come teppisti e delinquenti.

E’ ormai evidente che il modello di sviluppo attuale provoca danni ambientali irreversibili, e come assicurano molti scienziati, possono portare alla diffusione di nuovi virus. 


Alcuni comandanti partigiani, avevano ben chiaro che una volta abbattuto il fascismo, sarebbero state le grandi forze e gli interessi dell’economia e della finanza internazionale il terribile leviatano contro cui battersi, per scongiurare catastrofi e per arrivare ad una società dove la giustizia sociale non fosse solo un vuoto enunciato di principio. 

Purtroppo la fine della seconda guerra mondiale non ha portato alla generale liberazione dei popoli, ma alla generale liberazione del mercato. 

Pasolini già pochi anni dopo, diceva che il consumismo é riuscito dove il fascismo ha fallito: a trasformare antropologicamente gli uomini, ad anestetizzare le coscienze, ad assuefarle alla mediocrità e alla sopraffazione; dovremmo infatti indignarci se due giorni fa, libici, maltesi ed elicotteri europei di Frontex, sono rimasti tutti insieme a guardare centinaia di persone affogare in mare, valutando che la cosa non fosse di loro competenza.


A nostro avviso una grande vittima della pandemia è stata la scuola, per cui l’istruzione, con ripercussioni che si riveleranno gravi col passare del tempo. La scuola deve essere pubblica, laica e solidale. I continui tagli in atto, e i vergognosi finanziamenti alle scuole private rischiano di renderla sempre più misera, elitaria e classista.
Invece le drammatiche ripercussioni dei tagli e dell’erosione della sanità pubblica abbiamo già potuto vederle tutti l’anno scorso. 

Se dobbiamo imparare a convivere con il virus, dobbiamo anche imparare a gestirlo dal basso, per non rischiare di perdere le libertà fondamentali e vedere repressi gli aneliti di autorganizzazione che investono i vari campi della vita e della società. 

Restiamo umani anche davanti alla pandemia, per recuperare la solidarietà e il senso di comunità e non rinchiuderci nelle case, soli, a respirare la paura.

Ora e sempre Resistenza!

Circolo Culturale Anpi Ispra



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Domenica 25 aprile

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Ciao Lawrence Ferlinghetti

Qualche settimana fa ci ha lasciato Lawrence Ferlinghetti, aveva 101 anni. 

Padre della beat generation (o ultimo dei bohémien come umilmente preferiva definirsi), poeta, pacifista, libertario, editore e soprattutto fondatore e animatore della City Lights books (la libreria madre/gemella della milanese Calusca di Cox18). 

Ferlinghetti, di padre bresciano e di madre francese, partecipò da giovane allo sbarco in Normandia e si trovò a Nagasaki poco dopo l’esplosione della bomba atomica; queste esperienze rivelatrici lo formarono e furono alla base del suo pionieristico attivismo pacifista.

Aperta nel 1953 a North Beach, il quartiere italiano di San Francisco, libreria e casa editrice indipendente, negli anni la City Lights è diventata più di ogni altra cosa punto di ritrovo fisso per il movimento libertario e per tutti i vagabondi di San Francisco. (“E’ sopravvissuta ad Amazon perché non è una libreria ma una comunità” – parole sue di recente pubblicate su Repubblica)

Fu lui a pubblicare per la prima volta “Urlo” di Allen Ginsberg e i due furono velocemente arrestati dopo l’uscita del libro. Il processo che portò alla fine alla loro assoluzione, segnò un punto di svolta granitico per l’affermazione dei diritti civili.

Chiunque faccia della sua vita veicolo di controcultura e resistenza gli deve tantissimo.

Ciao Lawrence, grazie!

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Condanna Alba Dorata

Il 7 Ottobre il gruppo neonazista greco alba dorata (molto seguito
anche in Italia) è stato condannato e riconosciuto dalla giustizia
greca come gruppo criminale organizzato. Durante la crisi economica greca
(che ancora continua), alba dorata si è imposta sulla scena politica greca riuscendo ad ottenere più di 500 mila voti alleelezioni europee del 2014.
La sua retorica nazionalista e antisistemica le ha fruttato un riconoscimento importante da parte della società. In verità, alba dorata non è mai stata contro il sistema ma, al contrario, è sempre stata la mano lunga dello stato.
Con l’appoggio di una parte della polizia ha realizzato numerosi
attacchi assassini contro i movimenti antagonisti, contro sindacalisti
ed extracomunitari, dimostrando di non essere altro che manovalanza al servizio del sistema industriale, come sempre sono stati i movimenti fascisti durante le grandi crisi del capitalismo. Ricordiamoci che alba dorata è stata finanziata anche da alcuni dei più grandi armatori navali del Pireo, allo scopo di contenere le proteste dei lavoratori con la violenza.

Però, alba dorata ha sempre trovato davanti a sé un grosso movimento antifascista,
che ha lottato nelle strade di tutte le città greche per tenere i quartieri puliti dal veleno del fascismo.
Mentre il sistema (media, polizia e vari politici) promuoveva le azioni
criminali del gruppo neonazista, il movimento antifascista lottava
quotidianamente pagando con decine di compagni arrestati e anche torturati.
Una delle figure principali di questa lotta è stato Pavlos Fyssas, musicista antifascista assassinato da una squadra d’assalto di alba dorata il 18 Settembre del 2013.
E’ stato questo omicidio a cambiare gli equilibri della società greca e a rompere ilsilenzio intorno al terrorismo di stampo neo nazista.
Questo omicidio è stato anche l’occasione per quella parte dello stato a loro ostile, di mandare i leader del partito neonazista in prigione.
Il procedimento giudiziario di cui parliamo ha preso in considerazione anche altre due aggressioni con gravi lesioni fisiche ai danni di un sindacalista di sinistra e di due pescatori egiziani.
Non ci interessa qui capire analiticamente perché la giustizia borghese abbia deciso di giudicare i neonazisti; quello che ci interessa sono le immagini delle migliaia di antifascisti che hanno riempito le strade di Atene e delle altre città greche il giorno della decisione della Corte di giustizia.
Lo stato ha giudicato i neonazisti nel tribunale ma il movimento antifascista li ha condannati nelle strade, l’unico posto dove veniva e verrà sempre condannato il nazi-fascismo.

Ci auguriamo che anche in Italia presto risorga un movimento antifascista degno di questo nome, capace di scacciare dalle strade questi tristi epigoni del passato peggiore, e anche di sospingere la magistratura verso la giustizia.
Qui di seguito il link per vedere la manifestazione degli antifascisti ad Atene, intorno al palazzo di giustizia, il giorno della decisione.

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Venerdì 24 luglio

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25 aprile virtuale

Ciao a tutti e buon 25 aprile, quest’anno è il 75° anniversario della Liberazione d’Italia dal nazi fascismo.

Sembra che ancora, dopo tanti anni, un nuovo, più ambiguo e sfuggente male oscuro stia insidiando il mondo e i suoi abitanti.

Questa volta non sono degli stolidi violenti vestiti di nero o con svastiche ad ornamento e brame di egemonia mondiale ma una pandemia; quella situazione da tanti anni paventata da molti come probabile sbocco dell’eccesso produttivo e della ricerca asservita alla logica capitalistica in special modo nel settore agroindustriale; quella situazione da tanti anni paventata da molti come anticamera al controllo sociale totale.

Ma non sappiamo niente di certo, la storia è nel pieno del suo svolgersi, è particolarmente complicata e non abbiamo quindi ancora quella visuale prospettica che permette di esprimere evidenze condivise.

Si può sperare, come molti appendono ai balconi, che tutto andrà bene.
Che tutto andrà bene lo speriamo tutti, anche che se e quando la situazione di emergenza finirà, da tutto questo si traggano insegnamenti, che gli uomini inizino a capire di essere tutti uguali, ovunque, in tutto il pianeta, che la solidarietà sociale che si è sviluppata in questi giorni riesca a sconfiggere il malato isolamento nazionalistico, l’erosione della sanità pubblica e il distopico controllo sociale in auge.
Tutto andrà bene se la nostra memoria non si dimostrerà ancora una volta corta.

Al contrario però di quello che scrivono alcuni esponenti della destra neofascista negli ultimi giorni, il 25 aprile non ha molto a che vedere con la pandemia, il 25 aprile è la festa della Liberazione d’Italia dai nazisti e dai fascisti, è la festa dei partigiani e di tutti gli antifascisti, è la festa di tutti gli italiani che hanno a cuore la libertà, la giustizia sociale, l’uguaglianza e la fine della guerra che ancora oggi martoria tante zone a noi limitrofe.

In prima linea a immolarsi rischiando la propria vita per il bene di tutti questa volta ci sono i medici, il personale degli ospedali italiani e stranieri che sono venuti ad aiutare e le tanto bistrattate Ong, a loro quindi dedichiamo questa giornata.

Quest’anno sarà un 25 aprile virtuale, abbiamo collaborato con Partigiani in ogni quartiere di Milano, dove al posto della solita festa concerto alle 18 prenderà vita una piattaforma online in streaming con contributi vari che si succederanno per qualche ora ed a cui vi invitiamo a partecipare dal vostro computer. Questi i link da cui si potrà vedere:

https://www.youtube.com/channel/UC6Gi5_glK0qBrxnHlZ-ZFZQ/featured

https://live.autistici.org/#POQ

https://www.facebook.com/poqantifa/?notif_id=1587148343426890&notif_t=page_fan

Per questa giornata abbiamo terminato un nuovo film : “Virginia Gattegno da Rodi ad Auschwitz a Venezia”, testimonianza di una superstite ad Auschwitz che oggi vive nel ghetto di Venezia.
Vi invitiamo tutti ad andarlo a vedere online su nostro canale youtube a questo link:

Come vedrete, abbiamo anche caricato sullo stesso canale tutti i film partigiani che abbiamo prodotto negli ultimi 15 anni, è così possibile godersi un vero e proprio festival resistente dalla poltrona di casa, ed ascoltare ancora una volta la voce di quelle persone che si sono messe in gioco tra il 1943 ed il 1945 per ridarci la libertà.

Il 25 aprile verso le 19, in contemporanea con la manifestazione digitale di Milano, pubblicheremo sul canale anche un breve video tratto dalla prefazione al Manifesto di Ventotene di Eugenio Colorni (filosofo e partigiano gappista, confinato a Ventotene, uno dei primi teorici dell’Europa unita e antifascista, ucciso il 24 aprile 1944 dalle camice nere di Mussolini) che abbiamo realizzato insieme a Partigiani in ogni quartiere.

Ora e sempre Resistenza!

Circolo Culturale Anpi Ispra
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