{"id":294,"date":"2008-11-03T21:50:37","date_gmt":"2008-11-03T20:50:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.puntaemazzetta.net\/wordpress\/?p=294"},"modified":"2012-11-23T23:08:24","modified_gmt":"2012-11-23T22:08:24","slug":"dalla-sapienza-occupata","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.puntaemazzetta.net\/wordpress\/2008\/11\/03\/dalla-sapienza-occupata\/","title":{"rendered":"Dalla Sapienza occupata"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo qui di seguito questo bel comunicato arrivatoci dal collettivo degli studenti dell&#8217;Universit\u00c3\u00a0 La\u00c2\u00a0Sapienza di Roma occupata e ci uniamo alle speranze espresse dagli studenti in mobilitazione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">Roma 31.10.08<\/p>\n<p>L&#8217;onda anomala prepara la grande mareggiata!<br \/>\nproposte di discussione dalla Sapienza occupata<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nRiprendiamo parola, dopo la giornata straordinaria di ieri. L&#8217;onda \u00c3\u00a8<br \/>\ndiventata una grande mareggiata che ha invaso la citt\u00c3\u00a0 di Roma, milioni di<br \/>\nstudenti, insegnati, ricercatori, docenti universitari, bambini, un&#8217;alleanza<br \/>\nsenza precedenti ha chiesto di poter decidere sul proprio presente e sul<br \/>\nproprio futuro. Intanto, migliaia di studenti scendevano in piazza in tutta<br \/>\nItalia. Non si \u00c3\u00a8 trattato semplicemente di uno sciopero dei sindacati<br \/>\nconfederali, cos\u00c3\u00ac come il 17 ottobre non si \u00c3\u00a8 trattato semplicemente di uno<br \/>\nsciopero dei sindacati di base: in entrambi i casi si \u00c3\u00a8 trattato di<br \/>\nun&#8217;esplosione sociale strabordante, incontenibile nelle sigle, cos\u00c3\u00ac come<br \/>\nnelle piattaforme. E&#8217; il mondo della formazione in quanto tale che \u00c3\u00a8 sceso<br \/>\nin piazza e ha bloccato il paese per chiedere l&#8217;immediata sospensione della<br \/>\nlegge 133 e del Dl 137, adesso divenuto legge.<br \/>\nL&#8217;onda anomala della Sapienza e di tutti gli atenei in mobilitazione in giro<br \/>\nper l&#8217;Italia non poteva non contribuire alla mareggiata di ieri. Siamo stati<br \/>\nparte pur essendo indipendenti dai sindacati, pur avendo costruito dal<br \/>\nbasso, facolt\u00c3\u00a0 per facolt\u00c3\u00a0, ateneo per ateneo la nostra partecipazione. Solo<br \/>\na Roma 200.000 studenti si sono concentrati in piazza Esedra per poi dare<br \/>\nvita ad un corteo alternativo che ha raggiunto e assediato il ministero<br \/>\ndell&#8217;Istruzione. Un&#8217;altra grande giornata gioiosa e radicale che ha visto<br \/>\nprotagonisti non solo gli studenti delle facolt\u00c3\u00a0 occupate della Sapienza, ma<br \/>\nanche gli studenti di Roma 3 e di Torvergata, gli studenti medi di<br \/>\ntantissime scuole romane, studenti universitari e medi provenienti da altre<br \/>\ncitt\u00c3\u00a0 italiane.<br \/>\nSulla scorta di questo bilancio attivo in primo luogo ci chiediamo come<br \/>\ntrasformare la potenza dello sciopero generale in uno strumento di conflitto<br \/>\ncontinuativo con il governo che, non solo sembra poco interessato al<br \/>\ndialogo, ma usa la minaccia, l&#8217;arroganza, le provocazioni neofasciste (la<br \/>\ndifesa dei picchiatori di Blocco studentesco, la sigla che fa riferimento<br \/>\nall&#8217;associazione di chiara ispirazione neofascista Casa Pound, in questo<br \/>\nsenso parlano chiaro), per replicare ai movimenti. Per un verso l&#8217;assenza e<br \/>\nil blocco delle procedure parlamentari, per l&#8217;altro l&#8217;offensiva e la<br \/>\ncriminalizzazione del movimento studentesco che mai come in questo momento \u00c3\u00a8<br \/>\nradicato, ampio e sostenuto dalla maggioranza del paese. La retorica della<br \/>\nminoranza o dei facinorosi non tiene pi\u00c3\u00b9 di fronte alla forza dei fatti:<br \/>\nogni giorno decine di migliaia di studenti in piazza, lezioni all&#8217;aperto,<br \/>\nseminari nelle occupazioni, blocchi della circolazione, azioni di protesta<br \/>\ncreativa, centinaia di facolt\u00c3\u00a0 e scuole occupate. Minoranza \u00c3\u00a8 il governo,<br \/>\nla sua ostilit\u00c3\u00a0 nei confronti della democrazia e delle grandi istituzioni<br \/>\npubbliche della formazione. Di fronte a quanto sta avvenendo poi sul terreno<br \/>\ndei contratti, ci sembra scontato avanzare una proposta che non parla della<br \/>\nsaldatura tradizionale tra mondo della formazione e mondo del lavoro, ma che<br \/>\nprova a nominare in forme comuni la risposta e l&#8217;opposizione sociale alle<br \/>\npolitiche del governo, all&#8217;arroganza di confindustria, ai provvedimenti che<br \/>\nvogliono far pagare la crisi economica globale agli studenti, ai precari, ai<br \/>\nlavoratori. Ci sembra questa l&#8217;occasione per promuovere uno sciopero<br \/>\ngenerale \u00c2\u00b3coordinato e continuativo\u00c2\u00b2 che, categoria per categoria, blocchi<br \/>\nil paese e la produzione di ricchezza. \u00c2\u00b3Noi non pagheremo la vostra crisi\u00c2\u00b2 \u00c3\u00a8<br \/>\nuno slogan che sta correndo di bocca in bocca e che sta facendo emergere una<br \/>\nrivolta generazionale senza precedenti. Le sigle<br \/>\nsindacali (confederali e di base), indipendentemente dalle loro divergenze<br \/>\nprogrammatiche, dovrebbero avere la capacit\u00c3\u00a0 di capire quanto sta accadendo<br \/>\nnel paese e quale domanda di rottura e di trasformazione si sta radicando ed<br \/>\nestendendo socialmente. Capire, ma anche agire di conseguenza e questa<br \/>\nazione non pu\u00c3\u00b2 essere che lo sciopero, generale e generalizzato.<br \/>\nPer quanto riguarda il movimento universitario e studentesco riteniamo<br \/>\nfondamentale costruire al meglio le giornate del 7 novembre e del 14: per un<br \/>\nverso la mobilitazione dislocata, citt\u00c3\u00a0 per citt\u00c3\u00a0, per l&#8217;altro la grande<br \/>\nmanifestazione nazionale a Roma. In entrambi i casi \u00c3\u00a8 necessario fare uno<br \/>\nsforzo organizzativo importante, ma in particolare il 14 richiede l&#8217;impegno<br \/>\ndi tutti gli atenei in mobilitazione. In primo luogo, infatti, dobbiamo fare<br \/>\nin modo che la manifestazione riesca al meglio, anche perch\u00c3\u00a9, con buona<br \/>\nprobabilit\u00c3\u00a0, si tratter\u00c3\u00a0 di un decisivo momento di opposizione e di<br \/>\nconflitto non solo nei confronti della legge 133, ma anche nei confronti del<br \/>\nprogetto di riforma organica dell&#8217;universit\u00c3\u00a0 promesso dalla Gelmini e che<br \/>\ndovrebbe essere reso pubblico al termine della prossima settimana. In<br \/>\nsecondo luogo dobbiamo rendere possibile, e organizzarci di conseguenza, lo<br \/>\nspostamento di decine di migliaia di studenti: iniziare da subito un<br \/>\npercorso di trattativa sulla mobilit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 quindi fondamentale.<br \/>\nRiteniamo infine indispensabile dare vita ad una grande occasione di<br \/>\ndiscussione assembleare nazionale a Roma e pensiamo che le giornate del 15 e<br \/>\ndel 16 novembre possano essere le pi\u00c3\u00b9 adatte: la scadenza del giorno prima,<br \/>\ninfatti, renderebbe possibile a tante e tanti di trattenersi nelle facolt\u00c3\u00a0<br \/>\noccupate della Sapienza e di poter partecipare alla discussione e di<br \/>\nestenderla alle scuole e agli studenti medi in mobilitazione. Pensiamo ad<br \/>\nun&#8217;assemblea che si ponga in primo luogo l&#8217;obiettivo di garantire<br \/>\nl&#8217;estensione e la durata di questo straordinario movimento. Questo significa<br \/>\ndiscutere innanzi tutto di contenuti e pratiche di lotta: come qualificare e<br \/>\nfar emergere in primo piano il tema dell&#8217;autoriforma; che tipo di rapporto<br \/>\npromuovere con le realt\u00c3\u00a0 sindacali e le esperienze di lotta del lavoro<br \/>\nprecario; come dare continuit\u00c3\u00a0 alle pratiche di conflitto e di blocco della<br \/>\ncitt\u00c3\u00a0; come trasformare la mobilitazione contro la legge 133 e l&#8217;eventuale<br \/>\nriforma in mobilitazione generale contro la crisi economica. In secondo<br \/>\nluogo la discussione dovr\u00c3\u00a0 provare a definire forme e metodi della relazione<br \/>\nnazionale, assumendo che non esistono ricette e che le soluzioni da<br \/>\nraggiungere dovranno essere all&#8217;altezza della forza, dell&#8217;ampiezza e della<br \/>\nricchezza di questo movimento. Invitiamo tutte le facolt\u00c3\u00a0 occupate, gli<br \/>\natenei in mobilitazione a riflettere su proposte e idee da condividere, per<br \/>\nfar si che l&#8217;assemblea diventi una grande occasione di espressione e di<br \/>\norganizzazione, nel segno dell&#8217;autonomia e dell&#8217;irrappresentabilit\u00c3\u00a0 del<br \/>\nmovimento studentesco.<\/p>\n<p>La Sapienza occupata e in mobilitazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo qui di seguito questo bel comunicato arrivatoci dal collettivo degli studenti dell&#8217;Universit\u00c3\u00a0 La\u00c2\u00a0Sapienza di Roma occupata e ci uniamo alle speranze espresse dagli studenti in mobilitazione. 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